Consulenza su costi e consumi di bollette aziendali

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Grazie ai nostri esperti, hai la possibilità di controllare molti dati tra cui:

La verifica della corretta applicazione delle tariffe stabilite dall'Autorità AEEGSI, da TERNA e dall'Agenzia delle Dogane per le varie voci di costo richiede tempo e competenze specifiche.

In quadro normativo complesso come quello odierno è sempre più facile imbattersi in errori di fatturazione da parte del fornitore, spesso anche in buona fede, dovuti ad errata applicazione di aliquote e tariffe.

Altri errori che si riscontrano sono i casi di doppia fatturazione ovvero di “fatture pazze” che scaturiscono da errati rilievi delle letture dei contatori.

La cosa più complicata da comprendere, anche per un esperto, è la correttezza di un conguaglio di costi addebitati dal fornitore.

La correttezza di un conguaglio è verificabile avendo tutte le letture aggiornate ed in mancanza, bisogna richiederle in modo specifico al distributore. Una volta ottenute occorrerà riverificare tutti i periodi e ricontrollare quanto addebitato su tutte le fatture.

La liberalizzazione del mercato, la diffusione delle rinnovabili, la crisi economica, la conseguente riduzione della domanda, sono fenomeni che, negli ultimi anni, hanno inciso sulla drastica riduzione dei costi della materia prima. Per comprendere il costo totale in bolletta, si devono però considerare gli innumerevoli altri valori (imposte, trasporto, oneri di sistema, etc.) che incidono sul costo totale. Nel caso dell’energia elettrica, per esempio, l’incidenza del costo della materia prima sul totale incide per circa il 35%. Al contrario dei costi della materia prima, i costi per oneri di sistema e dispacciamento sono in netto aumento. Il risultato finale è che il costo complessivo non segue l’andamento al ribasso dei prezzi della materia prima e l’utilizzatore spesso non si spiega come, nonostante abbia contrattualizzato un prezzo inferiore per la materia prima, il costo non si riduce come aveva immaginato.

Per le imprese, nel periodo ante crisi economica iniziata nel 2008, era consuetudine l’acquisto dell’energia a prezzo fisso. Tale soluzione consentiva di formare il budget con dei costi attendibili e consentiva di proteggersi dal rischio di rialzo del costo del petrolio. Viceversa, negli ultimi anni, con il prezzo in discesa, hanno ripreso terreno le offerte di fornitura a prezzo indicizzato. Per l’indicizzazione, sono oggi utilizzate le quotazioni PUN per l’energia elettrica e le quotazioni TTF per il gas.

Tali fattori rendono necessarie specifiche competenze tecniche ed elevata esperienza per il controllo dei costi energetici addebitati in bolletta e per la sottoscrizione di nuovi contratti di fornitura più vantaggiosi.

Energia elettrica

L’attuale quadro normativo prevede penali esclusivamente per i prelievi di energia reattiva. Dal 2016 l’energia reattiva è causa di penali quando prelevata in misura eccedente il 33% dell’energia attiva (sino al 2015 i prelievi addebitati erano quelli eccedenti il 50 % di energia attiva) corrispondente ad un "Cosφ (cosfi)" inferiore a 0,95 (sino al 2015 il valore di soglia era pari a 0,9).

L’energia reattiva viene prelevata in presenza di utenza con carico induttivo. L’utenza maggiormente critica è tipicamente il motore elettrico in fase di rotazione con scarso carico applicato. Onde evitare penali diviene necessario, in presenza di motori elettrici ed altri carichi induttivi, installare banchi di condensatori e/o quadri automatici di rifasamento. Il rifasamento è un intervento di efficienza energetica per il quale l’investimento si recupera tipicamente in 2 o 3 anni (sino al 2015 i tempi di recupero erano inferiori all’anno in quanto le aliquote disposte dall’Autorità erano molto più elevate).

E' utile precisare che tali penali sono previste solo per uso non domestico.


Gas

Le penali nel settore gas, rappresentano un tema ancora più critico rispetto al settore dell’energia elettrica. Per le utenze non domestiche viene fissata contrattualmente la capacità giornaliera Cg di prelievo. Il superamento di tale soglia può, in alcune circostanze, causare penali molto onerose. In fase di contrattualizzazione, sarà molto importante verificare i prelievi giornalieri storici, nonché l’eventuale dismissione o installazione di nuove utenze che possono modificare il profilo storico di prelievo.

Altre penali applicate possono riguardare il superamento delle soglie annuali di volume minimo o massimo oppure il mancato rispetto del rapporto tra consumo invernale e consumo estivo.

L’analisi delle condizioni offerte, richiede competenze specifiche perché il cliente ottenga le condizioni migliori con la stipula del contratto. Il prezzo del metro cubo di gas da solo non esprime la reale competitività di un’offerta di fornitura.