Bollette di clienti morosi: qualcosa di vero c’è, non su whatsApp

L'ARERA ridimensiona la polemica


Data pubblicazione: 07/03/2018

Dopo le polemiche degli ultimi giorni e l’ira dei consumatori, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha affrontato di nuovo il problema delle bollette elettriche non pagate dai clienti morosi. Secondo la polemica, alimentata dalla bufala diffusa su whatsapp, i conti non regolati finirebbero nelle bollette dei clienti virtuosi. Una verità c’è, ma ridimensioniamo i numeri: probabilmente la somma da corrispondere sarà intorno ai due euro annui, ossia 16 centesimi al mese.

La posizione ARERA e la delibera contro i clienti morosi

La delibera n 50/2018 del 1° febbraio regolamenta la relazione tra fornitori e distributori, e tra distributori e la CSEA e il GSE per i pagamenti degli oneri di sistema.
Questo provvedimento ha concentrato nuovamente l’attenzione sulle bollette non pagate dai clienti morosi. Il dato sconcertante è il peso che la morosità ha su più fronti. Sconosciuto ai più e sfuggito alle polemiche efferate dei giorni scorsi.
Pertanto, a fronte di questi ultimi e delle esigenze dei consumatori, ARERA ha diffuso una nota secondo la quale venditori e distributori continueranno a essere obbligati a versare interamente gli oneri generali di sistema, a prescindere dal loro guadagno.

Lo scopo del provvedimento

Lo scopo della normativa tanto discussa è monitorare il comportamento di venditori e furbetti, così da evitare che in futuro si parli ancora di bollette di clienti morosi. Quello su cui insistono gli esperti sono le cifre. Il piano, inoltre, tutela i consumatori anche da quei rivenditori che agiscono indisturbati a danno di altri.
Costerà circa due euro l’anno e non potranno essere scorporati dalla bolletta, come volevano i facinorosi di WhatsApp, in quanto non scindibili dagli oneri di sistema, obbligatori per chi ha delle utenze intestate.
La delibera dell’ARERA può supplire solo al buco generato dal mancato pagamento dei crediti inesigibili, resta irrisolto il problema relativo al recupero degli oneri di sistema dei clienti finali, delle bollette dei clienti morosi, appunto.
In questo caso la cifra da corrispondere verrà trasferita, tramite Cmor (corrispettivo di morosità) al nuovo fornitore, obbligato a trasferire la cifra a quello vecchio.

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