Bollette energia elettrica e gas: ancora aumenti dal 2020

Piattaforme offshore, royalties e accise: i dettagli sulle proposte della manovra 2020 causa degli aumenti in bolletta.


Data pubblicazione: 26/11/2019

Nuovi aumenti in bolletta con l’arrivo del nuovo anno. Alcune proposte incluse nella manovra 2020 potrebbero gravare sui clienti finali, aziendali e residenziali.
Basteranno i buoni propositi per il miglioramento delle condizioni climatiche e ambientali a tenere a bada le preoccupazioni degli utenti?

Revisione SAD e climate change tra le cause degli aumenti in bolletta del 2020

Le bollette pagate dagli italiani, sia per i consumi domestici che aziendali, sono costantemente oggetto di modulazioni. L’ultimo aumento del 1° ottobre ha generato un rialzo degli importi pagati pari a + 2,6% per l’energia elettrica e + 3,9% per il gas naturale; aumenti che, come abbiamo esaminato in un precedente articolo, sono stati causati dall’andamento del mercato energetico e da diverse criticità internazionali.

Gli aumenti previsti in bolletta per il 2020, invece, sono legati ad alcune proposte incluse nella bozza della manovra 2020 avanzata dal Governo. Lo Stato, attento al climate change, ha scelto di revisionare misure e agevolazioni finora previste e che risulterebbero in contrasto con gli obiettivi di transizione energetica e di riduzione delle emissioni di gas serra e polveri sottili nell’atmosfera.

Manovra 2020: variazioni che provocano l’aumento delle bollette

bollette in aumento manovra 2020 software controllo bolletteLa revisione dei cosiddetti SAD – sussidi ambientalmente dannosi – è il regime nel quale si collocano le prime variazioni che andiamo ad analizzare, ossia quelle relative alle royalties.

Le royalties sono versamenti pagati al proprietario di un bene da parte di un concessionario.
In questo caso si tratta di pagamenti che società impegnate nella gestione di giacimenti minerari versano allo Stato a fronte di una quantità annuale di prodotto – petrolio e gas - estratto da terraferma o da mare.

Secondo l’art. 826 del Codice Civile, infatti, lo Stato italiano è proprietario di tutti i giacimenti di idrocarburi inclusi nel confine nazionale sul quale però non può esercitare alcun potere di utilizzo. Lo Stato li possiede, ma ne cede la concessione a società interessate che sono tenute a rispettare i programmi imposti dalle autorità, a pagare dei canoni e a versare le royalties dovute. Queste ultime se relative ad estrazioni di petrolio o gas da mare vengono incassate direttamente dallo Stato, al contrario se relative all’estrazione di prodotti da giacimenti siti su terraferma, l’incasso delle royalties viene ripartito tra Stato, Regioni e Comuni.

Corrisposte in base ad aliquote specifiche sul quantitativo annuale e differenziate in base all’origine (se da terra o da mare), il versamento delle royalties viene previsto nel 1996 con l’art. 19 del D. Lgs. 625. Tra le varie disposizioni, quest’articolo prevede la possibilità di beneficiare di una riduzione dell’aliquota e quella di rientrare in un regime “esente” per una parte della produzione, ossia:

  • Le prime 20mila tonnellate di petrolio e i primi 20 milioni di metri cubi di gas estratti da terraferma
  • Le prime 50mila tonnellate di petrolio e i primi 50 milioni di metri cubi di gas estratti dai fondali marini

Ebbene è proprio su queste ultime misure che si è focalizzato l’interesse del Governo che, con la manovra 2020, prevede:

  1. l’eliminazione del regime di esenzione
  2. l’annullamento della riduzione delle aliquote
  3. il versamento delle royalties per le estrazioni da giacimenti marini direttamente al bilancio dello Stato

Il possibile aumento delle bollette nel 2020 è legato anche al pagamento delle accise sui prodotti usati per la produzione di energia elettrica. In particolare si potrebbe avere la variazione dello schema di tassazione per i prodotti energetici usati per:

  • La produzione, diretta e indiretta, di energia elettrica con impianti la cui installazione va denunciata all’ente competente
  • La produzione e l’autoproduzione di energia elettrica e vapore nella stessa area di estrazione
  • L’alimentazione di centrali combinate termoelettriche per l’autoproduzione di energia elettrica e vapore, destinati all’uso interno e ad impianti petrolchimici

Infine, analizziamo la variazione legata all’imposizione del pagamento dell’IMU sulle piattaforme offshore. Si tratta della tassa immobiliare che i concessionari di piattaforme italiane offshore – in mare – potrebbero essere tenuti a pagare se approvati tutti i provvedimenti inclusi nella manovra 2020. La tassazione colpirà i valori contabili attraverso l’applicazione di un’aliquota complessiva del 10,6 per mille: il 7,6 per mille destinato allo Stato e il 3 per mille ai comuni da esso individuati. Grazie a questa singola variazione lo Stato potrebbe incassare circa 30 milioni di euro.

Se approvate, queste modifiche provocheranno l’aumento delle bollette di energia elettrica e di gas addebitate ai consumatori.

Le compagnie costrette a pagare dei costi maggiori pretenderanno di recuperare il denaro speso dai clienti finali, sia domestici che aziendali.

Preparati a fronteggiare gli aumenti in bolletta

Dietro ogni aumento “giustificato” si nasconde il pericolo di pagare costi non dovuti, specie nel caso di consumi aziendali, sempre più alti e pertanto maggiormente esposti a questo pericolo. 

In questo caso potresti avere necessariamente bisogno dell’ausilio di un software di controllo bollette, capace di analizzare voce per voce della fattura caricata e di raggruppare tutte le bollette ricevute.

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