Controllo bolletta aziendale: stop agli addebiti non previsti

Spese sconosciute possono aumentare l’importo della tua bolletta aziendale


Data pubblicazione: 11/06/2019

controllo aumenti bolletta aziendale energia elettrica e gas L'importo della bolletta viene maggiorato da costi non inclusi nell’offerta contrattuale.

Cosa sono questi costi? Perché l’importo da pagare è così alto?

Prima di contestare una fattura è tuo diritto conoscere la natura dei costi che vengono aggiunti al consumo energetico della tua azienda.

Gli addebiti non previsti in bolletta

Tutti i distributori di energia elettrica e di gas metano includono, in fattura, spese che provocano l’aumento della bolletta aziendale. Questi costi generano confusione, ma soprattutto tanta perplessità nei consumatori che si sentono costretti a pagare un importo senza neanche sapere cosa e perché stanno pagando così tanto.

Gli oneri nascosti dell’energia elettrica

L’aumento della bolletta è spesso determinato dall’aggiunta al consumo effettivo di energia di oneri legati al servizio di produzione e di distribuzione di energia elettrica.
Si tratta di costi vari: oneri di sbilanciamento, prezzo di commercializzazione e costo di dispacciamento, la cui natura è legata alle centrali elettriche e alle modalità di immissione e di commercializzazione dell’energia elettrica.

Oneri di sbilanciamento: cosa sono?

Per consentire una giusta distribuzione di energia elettrica nella rete nazionale le centrali di produzione devono effettuare la previsione della quantità di energia prodotta dagli impianti.
 
Quando l’energia rilevata dall’impianto non risponde al quantitativo ipotizzato il produttore deve ricorrere ad altre soluzioni che richiedono un costo.
Ciò comporta l’addebito in bolletta di oneri di sbilanciamento, giustificati per coprire i costi di gestione sostenuti dal produttore.
 
Con gli impianti di produzione legati a fonti rinnovabili il discorso si complica, perché il quantitativo prodotto è vincolato al cambiamento delle condizioni atmosferiche.
Questo è il motivo che ha coinvolto l’autorità, le centrali elettriche e i fornitori di fonti rinnovabili in una diatriba durata dal 2012 al 2015.

Costi imprevisti: PCV e Dispacciamento

I corrispettivi per il dispacciamento, previsti da una norma specifica, vengono imposti da TERNA e pubblicati direttamente sul sito del gestore della rete e dell’autorità di regolazione per energia reti e ambiente. I costi di dispacciamento nascono per equilibrare la domanda dei gestori e l’offerta dei produttori e vengono addebitati direttamente in bolletta al cliente finale.
 
PCV sta, invece, per Prezzo Commercializzazione Vendita e si riferisce al corrispettivo previsto dal legislatore per coprire il costo sostenuto per la gestione commerciale dei clienti del mercato tutelato. I consumatori che hanno scelto una fornitura di mercato libero possono evitare di pagare il PCV.

Gli oneri nascosti della bolletta del gas

Anche nella bolletta del gas vengono inclusi costi diversi dal consumo effettuato.
Di cosa si tratta? Di spese sostenute per la materia prima, per il trasporto e la gestione del contatore (distribuzione, misurazione, trasporto e stoccaggio dell’energia) e degli oneri di sistema, ossia iva, accise e altre imposte previste dallo Stato.

QVD, CCI e QOA

Sono tutte componenti relative alle spese sostenute per la materia prima.
La QVD (Quota Vendita al Dettaglio) è stata introdotta nel 2009 e viene definita annualmente dall’Autorità sulla base dei costi operativi sostenuti dai fornitori.
Questa componente include:

  • Costi sostenuti per l’acquisizione dei clienti
  • Costi legati alla gestione e all’assistenza delle strutture, come call center
  • Costi sostenuti per la gestione delle morosità      

È applicata dai fornitori ai consumatori per coprire, dunque, tutti i costi sostenuti per la commercializzazione al dettaglio della vendita del gas naturale.

La CCI, Componente Commercializzazione all’Ingresso, è la componente relativa al prezzo dell’energia. Stabilita dall’Autorità con cadenza trimestrale per tutto il territorio nazionale nel mercato tutelato, questa componente è stata sostituita e suddivisa in due voci: CMEM e CCR.

Mentre CMEM sta per Componente Costo Medio Efficiente del Mercato, CCI sta per Componente Copertura Rischi. La componente CMEM distingue il prezzo dell’energia, la componente CCI consente, invece, di coprire tutti i rischi legati all’approvvigionamento sostenuto dai fornitori.
Tra i rischi ci sono:
-          Il rischio clima, dovuto alle variazioni che il cambiamento atmosferico provoca al prezzo dell’energia
-          Il rischio di variazione dei volumi, atto a coprire tutte le variazioni create dalle scelte dei consumatori
 
Altra componente è la QOA (Quota Oneri Aggiuntivi) che si riferisce alla copertura delle spese di sistema generali. Come per il PCV anche l’addebito in bolletta di questa quota può essere evitato dai clienti che scelgono offerte del mercato libero.

Cosa fare per tenere sotto controllo gli addebiti imprevisti in bolletta?

Puoi affidarti a tecnici esperti nel controllo della fatturazione energetica aziendale.
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