Energia reattiva: cos’è e come eliminarla dalla bolletta aziendale

Il consumo di energia reattiva e le penali imposte dall’Autorità direttamente in bolletta.


Data pubblicazione: 19/12/2019

Sapevi che le apparecchiature presenti in azienda possono consumare energia pur non essendo in funzione? Ebbene sì! Si tratta del consumo di energia reattiva che, se eccessivo, comporta il pagamento di una penale addebitata direttamente in bolletta. Andiamo alla scoperta dell’energia reattiva; vediamo insieme come calcolarla, limitarla e individuarla in bolletta.

Energia reattiva: un consumo sconosciuto che pesa sulla bolletta aziendale

L’energia reattiva viene spesso definita energia “non reale”, questo perché il consumo di energia reattiva si manifesta quando la macchina e/o il motore non sono in funzione, ossia non lavorano.

energia reattiva controllo bolletta aziendaleTutto ciò si spiega con un concetto molto semplice: alcune apparecchiature aziendali come saldatrici, motori, lampade fluorescenti, hanno bisogno di alimentarsi, pertanto occupano un campo magnetico e realizzano uno scambio di energia tra la linea di alimentazione e il carico induttivo.
Quando la potenza impegnata è elevata si genera uno sfasamento tra tensione e corrente elettrica.

Il consumo di energia reattiva si manifesta solo per le aziende perché entra in campo su elevate quantità di potenza impegnata, a partire da 16 kW.

Se l’energia attiva si misura in kW ed è legata alla fase di lavoro della macchina, l’energia reattiva si misura in kvarh, ossia il voltampere reattivo. Dalla somma di entrambe deriva l’energia apparente.

Penale minima e penale maggiorata

L’elevato consumo di energia reattiva genera numerosi problemi, prima di tutto all’azienda. Perché? Proviamo a spiegarlo come una sorta di reazione a catena.

Motori e dispositivi dotati di un sistema di alimentazione di scarsa qualità provocano: una graduale usura dello stesso, l’aumento del consumo di energia reattiva e il conseguente bisogno di un maggiore prelievo di energia dalla rete nazionale.

Lo sfasamento, oggetto di energia reattiva, può determinare perdite sulla linea di distribuzione elettrica nazionale. Ciò comporta l’imposizione di una penale da parte dell’Autorità nei confronti dell’azienda, tenuta così a pagare una bolletta sulla quale grava una penale minima o maggiorata.

È l’Autorità nazionale che fissa ogni anno l’ammontare delle penali.
Con la delibera 180/2013/R/EEL del 2016 sono state modulate e abbassate anche le soglie oltre le quali viene imposto il pagamento. Ad oggi il consumo di energia reattiva superiore al 33% dell’energia attiva determina il pagamento di una penale.
Se l’energia reattiva supera il 75% di quella attiva viene allora applicata una penale maggiorata.

Come eliminare il consumo di energia reattiva

Siamo chiari fin dall’inizio: eliminare il consumo di energia reattiva è impossibile.
È possibile però limitare il suo valore attraverso un’azione di rifasamento.

L’energia reattiva si verifica con uno sfasamento tra tensione e corrente elettrica; questo sfasamento viene indicato con il fattore di potenza, conosciuto anche come cosfi. Più il fattore di potenza è posto al di sotto del valore 1, più è alto il consumo di energia reattiva.

Con il rifasamento si interviene tecnicamente sull’impianto aziendale. Un elettricista, dunque un professionista, inserisce dei condensatori di rifasamenti i quali fungono da generatori di energia reattiva. In questo modo viene evitato il prelievo di energia dalla rete nazionale.

Consumo di energia elettrica aziendale: quali valori bisogna tenere sotto controllo?

Non basta tenere sotto controllo il fattore di potenza, bisogna monitorare anche altri fattori come: la potenza impegnata, il valore del consumo dell’energia attiva e quello dell’energia reattiva.

Le aziende dotate di contatori elettrici moderni possono consultare questi valori direttamente dal display; basta sapere, infatti, che la sigla R distingue il consumo di energia reattiva e la lettera A identifica quello di energia attiva. Entrambe le voci sono distinte per fasce orarie.

Se ti interessa sapere, invece, se e quanto stai pagando per il consumo di energia reattiva, ti basta visionare la bolletta aziendale sperando che la penale imposta non sia mascherata.

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