Interruzione di corrente elettrica? Agire per il risparmio aziendale

Come evitare le interruzioni di corrente e fronteggiare eventuali costi aggiuntivi in bolletta.


Data pubblicazione: 19/11/2019

La corrente elettrica aziendale viene staccata, gli impianti si fermano, i prodotti non vengono terminati, gli operai sono costretti a fermarsi e, di conseguenza, l’azienda subisce un notevole danno. Ti è già successo? Ebbene, seguendo il nostro approfondimento, puoi scoprire da cosa dipendono le interruzioni di energia elettrica aziendale e cosa puoi fare per evitare conseguenze negative per le tue attività.

Interruzione di corrente elettrica in azienda: da cosa dipende?

interruzione di corrente elettrica software bollette aziendaliLe interruzioni di corrente elettrica spesso colgono alla sprovvista e costringono a fronteggiarne direttamente le conseguenze: fermo impianto, fermo della produzione, ecc.

Nella maggior parte dei casi però queste interruzioni sono tutt’altro che imprevedibili in quanto, secondo ARERA - Autorità per l’energia elettrica e per il gas - queste devono essere programmate dalla società di distribuzione e segnate in un apposito registro.

Il distributore di energia elettrica, responsabile del prelievo dell’energia dalle reti nazionali, deve inoltrare al cliente un avviso preventivo circa la prossima interruzione, nel rispetto di alcuni standard temporali: almeno 24 h prima in caso di interruzioni eccezionali e 2 giorni lavorativi prima in tutti gli altri casi di sospensione.

Spesso le interruzioni di corrente non dipendono dalla società di distribuzione né da altri problemi generati dalle reti, bensì dallo stesso impianto elettrico aziendale perché malfunzionante, non a norma o perché rileva un sovraccarico di corrente.

Interruzione di corrente senza preavviso: cosa fare?

ARERA prevede che siano le società di distribuzione di energia elettrica ad accreditare un indennizzo automatico al cliente che subisce l’interruzione di corrente senza preavviso.

In questo caso non c’è bisogno di inoltrare alcuna richiesta perché il distributore accredita direttamente in bolletta quanto dovuto.

Ricorda: è la società di distribuzione che emette il pagamento dell’indennizzo e non chi si occupa dell’inoltro della bolletta.

L’importo che spetta al cliente viene determinato da alcuni fattori:

  • norme dettate dall’Autorità
  • durata dell’interruzione
  • tempi di ripristino
  • comune in cui si trova l’azienda

Chi non ha ricevuto alcun preavviso circa future interruzioni di corrente può verificare se ne sono previste alcune in un futuro prossimo consultando il distributore e talvolta attraverso il codice POD.

Dichiarazione di adeguatezza: quando sei tu a dover risarcire il distributore

La dichiarazione di adeguatezza è un documento che attesta il rispetto dei requisiti tecnici previsti dall’Autorità dell’impianto elettrico aziendale. Viene rilasciata da professionisti come:

  • il responsabile dell’ufficio tecnico interno dell’impresa non installatrice, in cui la cabina è installata, abilitato e dotato dei requisiti tecnici previsti dall’art. 3 del decreto n. 37 del 22 gennaio 2008
  • il responsabile tecnico di imprese installatrici da almeno 5 anni abilitato ai sensi del decreto n. 37 del 22 gennaio 2008
  • un professionista iscritto all’albo dotato di esperienza almeno quinquennale nel settore impiantistico elettrico

La dichiarazione di adeguatezza va inoltrata alla società di distribuzione responsabile del prelievo e della consegna di energia elettrica nella zona in cui risiede l’azienda e, ad ogni modo, non è obbligatoria.

Questo documento non ha scadenza, ma va aggiornato in caso di modifiche o sostituzioni all’impianto elettrico aziendale.

Il distributore potrebbe effettuare controlli per accertarsi che quanto dichiarato sia conforme alle condizioni esistenti in azienda. Se il riscontro non dovesse essere positivo il cliente sarà tenuto a risarcire i danni alla società di distribuzione e a versare, dal mese di gennaio dell’anno in cui ricade la verifica, la somma dovuta; il tutto attraverso l’addebito automatico in bolletta della voce CTS (Corrispettivo Tariffario Specifico). L’importo dell’addebito richiesto può variare dai 100 ai 1000 €/mese e viene pagato fino a quando la dichiarazione di adeguatezza non viene redatta correttamente e inviata nuovamente alla società.

Soluzioni per evitare danni aziendali a seguito di interruzioni di corrente

Le interruzioni di corrente possono provocare numerosi danni alle aziende se non informate o non preparate a fronteggiare il problema.

Dai danni immediati come il blocco della produzione o la realizzazione di prodotti finiti non conformi agli standard, a quelli prossimi quali: perdita di tempo, di denaro, guasti agli impianti o al sistema di antifurto. Insomma un problema che comporta numerose grane.

Tutto questo può essere evitato con soluzioni diverse. Innanzitutto bisogna controllare, e se necessario, adeguare il proprio impianto elettrico. È possibile farlo seguendo le disposizioni che l’Autorità diffonde anche tramite la sua piattaforma web.

Chi possiede un impianto elettrico la cui connessione è stata richiesta in un momento precedente al 16 novembre 2016 deve inviare obbligatoriamente la dichiarazione di adeguatezza. L’Autorità mette a disposizione online tutti gli indirizzi utili all’inoltro della documentazione.

Per evitare blocchi di produzione e assicurare un’alimentazione costante alla propria azienda è possibile attrezzarsi di gruppi di continuità, conosciuti anche come UPS – Uninterruptible Power Supply – utili sistemi energetici che è meglio avere.

Veniamo ora agli addebiti in bolletta: come individuare facilmente il CTS, sapere se sono stati accreditati indennizzi automatici e capire se ci sono voci addebitate magari anche non dovute? Basta acquistare un software di controllo bollette che ti permetta di analizzare, voce per voce e in totale autonomia le bollette di energia elettrica che ti vengono recapitate.

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