Mai più maxi conguaglio nelle tue bollette aziendali

Con il controllo delle bollette puoi evitare addebiti di conguaglio per l’energia della tua azienda.


Data pubblicazione: 01/08/2019

La mancata comunicazione dei consumi e l’errata fatturazione possono essere causa di imputazione di maxi conguagli a danno, soprattutto, delle imprese, i cui consumi di energia elettrica e di gas sono elevati.
Approfittiamo dei grandi passi avanti fatti negli ultimi anni in favore della tutela del consumatore per conoscere i dettagli, le caratteristiche e come evitare il maxi conguaglio.

Conguaglio e Maxi conguaglio: definizioni e differenze

conguaglio bolletta energia aziendaSe il conguaglio è, per definizione, un pareggio tra due partite al fine di allineare quanto dovuto al fornitore per importi non pagati, il conguaglio in bolletta individua somme addebitate al consumatore a seguito di consumi energetici trascorsi e non fatturati, stimati e non effettivi.

Non è corretto definire il maxi conguaglio diverso dal conguaglio stesso perché si tratta della medesima procedura volta all’allineamento dei conti.

Il termine maxi conguaglio, però, negli ultimi anni, ha contraddistinto le bollette con importi altissimi che i consumatori hanno ricevuto per importi non pagati nel corso degli ultimi 5 anni.

Il maxi conguaglio può rappresentare un grosso peso per gli imprenditori, costretti a pagare - talvolta in tempi brevi - importi altissimi a fronte del grosso consumo energetico aziendale.

Maxi conguaglio: cambiamenti dal 2018

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto delle grandi novità a beneficio dei consumatori di energia elettrica e di gas. Da marzo 2018 i fornitori di energia elettrica possono richiedere al consumatore il pagamento di somme di conguaglio dovute e accumulate nel corso dei soli ultimi due anni. Stesso limite anche per la fornitura di gas, il cui provvedimento, però, è in vigore da gennaio 2019.

Arera, a conferma di quanto indicato dalla Legge di Bilancio 2018, pubblica la Delibera 97/2018/R/com definendo adempimenti e regole per i fornitori.
I fornitori di energia elettrica e di gas naturale non possono più richiedere il pagamento di somme dovute relative a periodi trascorsi superiori ai due anni.
Non più 5 anni, dunque, per la prescrizione, ma termini più brevi per alleggerire le eventuali spese di conguaglio.

Altro obbligo per i fornitori riguarda l’impossibilità di addebitare automaticamente l’importo richiesto in caso di domiciliazione bancaria, postale o su carta di credito. I fornitori, in questo caso, devono emettere una bolletta a parte per rendere trasparente e immediata la comunicazione all’utente.

Anche in caso di mancata domiciliazione, i fornitori sono tenuti a non unificare gli importi in bolletta e ad emettere una fattura a parte solo per le somme di conguaglio o, in alternativa, renderne chiara e comprensibile la segnalazione.

Se il consumatore riceve una bolletta di conguaglio non allineata alle attuali disposizioni normative è possibile, comunque, pagare la sola cifra relativa agli ultimi due anni.

Cosa fare in caso di maxi conguaglio

A seguito della ricezione di un maxi conguaglio, il consumatore o l’energy manager, può richiederne la rateizzazione facendo attenzione a non superare il limite previsto, per la richiesta, dei 10 giorni dalla scadenza della bolletta.

Arera stabilisce che il fornitore non può rifiutare la richiesta di rateizzazione dell’utente e che deve prevedere la suddivisione dell’importo in almeno due rate.

Bisogna, poi, effettuare il ricalcolo dei propri consumi aziendali per verificare l’esattezza dell’importo addebitato. In questo caso torna utile affidarsi a professionisti esperti nel controllo bollette.

Conguaglio sbagliato? Puoi replicare inviando un reclamo scritto per mezzo raccomandata che includa i dettagli della fornitura e dell’errore rilevato.
Il fornitore è tenuto a rispondere al reclamo entro 40 giorni; in caso contrario il consumatore può richiedere l’indennizzo spettante, il cui importo varia in base alla data di ricezione della risposta:

  • 25 € in caso di risposta entro 80 giorni
  • 50 € in caso di risposta tra gli 80 e i 120 giorni
  • 75 € in caso di risposta dopo 120 giorni          

Come evitare un maxi conguaglio

Per evitare di ricevere un maxi conguaglio bisogna assicurarsi, innanzitutto, che il fornitore scelto per la fornitura energetica aziendale consenta di comunicare la lettura dei consumi in modalità agevole: tramite telefono, mail o attraverso il sito web.

La mancata comunicazione dell’autolettura dei consumi è una delle cause principali del maxi conguaglio. Infatti, se la lettura e la relativa comunicazione non vengono effettuate periodicamente il fornitore rileverà periodi di consumi non fatturati e li addebiterà in una sola somma di conguaglio.

Errori di fatturazione, addebito di servizi non richiesti e bollette già pagate possono anch'essi determinare l’emissione di un maxi conguaglio da parte del fornitore.
 
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