Ridurre i costi aziendali: analisi degli impianti e controllo bolletta

Ecco un po’ di consigli per capire dove e come intervenire per ridurre i consumi energetici e la bolletta aziendale.


Data pubblicazione: 07/01/2020

Con l’inverno appena cominciato e gli aumenti lasciati dal 2019 è possibile tenere a bada i consumi energetici aziendali? Certo che sì! Basta seguire alcuni suggerimenti e capire dove e come intervenire per il bene del tuo conto aziendale.

Ridurre la bolletta aziendale: la sfida 2020 delle aziende italiane

controllo bolletta ridurre consumi e costi aziendaliLe imprese italiane pagano una bolletta aziendale più alta rispetto al resto d’Europa e la situazione potrebbe addirittura peggiorare nel nuovo anno.

Come abbiamo visto negli ultimi mesi del 2019, le criticità internazionali e gli obiettivi nazionali per la riduzione delle emissioni atmosferiche, hanno provocato l’aumento delle bollette di energia elettrica e di gas.

Cosa può fare, dunque, l’imprenditore - o chi da lui incaricato – per ottimizzare il consumo energetico aziendale e ridurre il costo della bolletta?

Profilo energetico aziendale: quanto pago per i consumi energetici?

I consumi energetici aziendali sono molteplici e spesso capita di pagare per qualcosa di cui non si conosce perfettamente l’entità. Ecco, dunque, da cosa bisogna cominciare: analizzare il contratto stipulato per la fornitura di energia elettrica e di gas e conoscere la propria tariffa. Da qui capire se ci sono differenze di costi per fascia oraria e se queste rispondono alle esigenze produttive dell’azienda.
Il confronto della tariffa sottoscritta con le offerte degli altri fornitori può servire, inoltre, a capire se c’è ulteriore possibilità di risparmio.

La riduzione dei consumi parte dall’analisi degli impianti

Conoscere lo Stato dei propri impianti è fondamentale per capire se ci sono ulteriori margini di risparmio. Cosa tenere d’occhio?

1: Se ci sono macchinari in disuso o malfunzionanti prevedere la loro sostituzione con altri più moderni e di classe energetica più conveniente.

2: Pulire filtri e caldaie al fine di garantire il corretto funzionamento degli impianti, specie quelli di riscaldamento.

3: Controllare la temperatura interna regolandola secondo i parametri suggeriti dalla normativa italiana, la quale consiglia di fissarla a 19°, e valutare la possibilità di impostare la regolazione automatica; funzione che aiuta a ottenere ulteriori risparmi.

A tal proposito può diventare importante accendere gli impianti di riscaldamento solo nelle ore utili. Anche in questo caso la normativa suggerisce di tenere conto della differenziazione delle zone climatiche. Se l’azienda risiede nella zona climatica del nord o in aree montane allora è opportuno tenere acceso il riscaldamento per circa 14 ore al giorno. Diversamente, se collocata in aree costiere o nel sud Italia si consiglia di tenere acceso il riscaldamento per circa 8 ore.

Se l’impianto di riscaldamento aziendale è collegato ad una struttura centralizzata è possibile contabilizzare il calore e pagare solo per i propri consumi. Basta installare misuratori di calore sui radiatori o nei tubi di collegamento all’impianto centrale e valvole termostatiche nei singoli radiatori. Oggi la legge ne impone l’uso agli edifici polifunzionali con impianto di riscaldamento centralizzato.

4: Analizzare il consumo dell’impianto di aria compressa: valutare la possibilità di sostituire i compressori esistenti con altri più innovativi e convenienti. Talvolta basta questa singola azione per conseguire un risparmio pari al 30 – 40% sulla bolletta aziendale.

Monitoraggio e diagnosi energetica: il check-up che riduce la bolletta

Le aziende caratterizzate da un assetto impiantistico notevole potrebbero valutare l’ipotesi di eseguire il monitoraggio o la diagnosi energetica.
Si tratta di azioni mirate volte all’ottimizzazione dei consumi energetici ed economici aziendali. Se con il monitoraggio si ha la possibilità di acquisire i dati attraverso l’installazione di misuratori direttamente sugli impianti interessati, di confrontarli con i benchmark di settore e di intervenire laddove è necessario, con la diagnosi energetica si riesce a fare ciò e a rispettare anche gli obblighi di legge previsti per le energivore e per le grandi imprese.

Ricorda: il risparmio economico e il recupero di denaro passano per l’ottimizzazione dei consumi aziendali.

Mai perdere di vista agevolazioni e sgravi fiscali

Un imprenditore attento al proprio conto aziendale non può non essere aggiornato in merito alle agevolazioni e agli sgravi fiscali che lo Stato mette a disposizione.
Gli investimenti volti all’ottimizzazione energetica e alla riduzione delle emissioni atmosferiche vengono premiati con misure ad hoc. Inoltre, con il piano 4.0 e le misure ad esso correlate, lo Stato sceglie di privilegiare le aziende che optano per la transizione digitale.

Super e iper ammortamento: nel 2020 cambia tutto, o quasi

L’iper e il super ammortamento dal 1° gennaio 2020 cambiano forma: da detrazioni a credito d’imposta con aliquota fissa - in entrambi i casi al 6% - e con variazioni in merito alla somma massima d’investimento. Il MISE sceglie stavolta di semplificare l’ingresso delle PMI a queste agevolazioni e di continuare a sostenere l’innovazione digitale.

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Scegli di investire il tuo denaro ottimizzando i consumi aziendali, modificando e sostituendo, se necessario, gli impianti malfunzionanti e valutando attentamente quali migliorie adottare per il bene del tuo conto aziendale.

Ma se vuoi davvero dare una svolta alla gestione dei consumi energetici della tua azienda devi adottare FatturOk: il software di controllo bollette che ti permette di analizzare le fatture ricevute liberandoti finalmente dagli addebiti nascosti e dai costi non dovuti.

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