Riduzione degli oneri di sistema nel 2020: sarà la volta buona?

Le richieste esposte dai consumatori e da alcune forze politiche spingono il Governo a cercare soluzioni imminenti.


Data pubblicazione: 10/12/2019

Dal 1° gennaio 2020 la voce degli oneri di sistema finora inclusa nella bolletta di energia elettrica potrebbe subire delle variazioni. Le richieste avanzate dai consumatori e dagli esponenti politici fanno ben sperare in una prossima modulazione a beneficio delle imprese italiane.

Oneri di sistema: è ora di revisionare o di eliminare questa voce?

oneri di sistema energia elettrica controllo bollettaGli oneri di sistema tornano a catturare l’attenzione del Governo a seguito delle richieste avanzate negli ultimi mesi dalle associazioni di consumatori e da alcuni membri politici.

Una discussione che si concentra sulla possibilità di revisionare il calcolo e le modalità di addebito di una voce che non ha nulla a che vedere con il consumo energetico degli italiani.

Gli oneri di sistema pesano con una percentuale pari al 20% sulla bolletta di energia elettrica. Una voce di costo che molti non conoscono, ecco perché tra i temi affrontati c’è anche quello della trasparenza. Facciamo, dunque, un po’ di chiarezza al fine di capire insieme cosa potrebbe variare a partire dal 1° gennaio 2020.

Oneri di sistema: che cosa sono?

La voce ‘oneri di sistema’ che troviamo in bolletta rappresenta un costo che lo Stato addebita agli italiani al fine di reperire risorse economiche utili a finanziare alcune spese nazionali.

Gli oneri di sistema sono caratterizzati da due componenti: Asos ed Arim, la prima utile alla copertura delle spese sostenute per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, la seconda dedicata al finanziamento degli oneri di sistema generale. Il ricavo generato da questi ultimi viene utilizzato dallo Stato per: lo smaltimento delle centrali nucleari, l’incentivazione del sistema ferroviario, l’incentivazione del bonus elettrico per le famiglie e per il finanziamento della ricerca di sistema.

A seguito della diffusione dei dati relativi al costo dell’energia elettrica pagato in Italia, i consumatori chiedono la riduzione delle bollette ricevute anche attraverso la modulazione degli oneri di sistema.

L’energia italiana costa di più

Le imprese italiane, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, pagano un costo per l’energia elettrica che risulta essere più alto di quello pagato nel resto d’Europa.
È quanto emerge da uno studio condotto dall’Osservatorio Energia del Centro Studi del CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa).

Lo scorso luglio, l’ente ha diffuso i dati rilevati dall’analisi, i quali mostrano che il costo per l’energia pagato in Italia è più alto rispetto a quello versato in Germania (+23 punti percentuali), in Gran Bretagna (+29,8) e in Francia (+43,8). Il costo dell’energia italiana è più basso solo rispetto a quello imposto in Spagna, Danimarca e Belgio.

Revisione ed eliminazione degli oneri di sistema dal 2020

Dal 1° gennaio 2020 la voce finora presente nella bolletta di energia elettrica potrebbe subire variazioni.

Alle richieste esposte dal Senatore Gianluigi Paragone e dalle associazioni dei consumatori seguono le manifestazioni d’impegno del Governo.

Quali sono le modifiche richieste?

  • Modulazione dei costi fissi addebitati in bolletta
  • Revisione del calcolo degli oneri di sistema
  • Eliminazione delle spese statali per attività definite improprie: oneri per il decommissioning nucleare e per le agevolazioni tariffarie al sistema ferroviario
  • Ricorso a vie alternative da trovare in collaborazione con ARERA e fornitori in virtù di una maggiore attenzione agli utenti con bassi consumi di energia elettrica

Tra le richieste avanzate emerge anche quella esposta ad ottobre dall’ex sottosegretario del MISE Davide Crippa. Nel decreto Omnibus pensato per risolvere diversi problemi energetici della nazione, Crippa inserisce anche una proposta per aggiungere trasparenza al processo di versamento degli oneri di sistema.
Si dovrebbe, secondo Crippa, rendere più completo il SII, il Sistema Informativo Integrato, al fine di tracciare il pagamento della voce di costo dal consumatore all’Autorità.

Lo scorso settembre alcuni operatori della rete elettrica italiana hanno presentato le proprie richieste in una lettera consegnata al Governo. Elettricità Futura, Energia Libera, Utilitalia e Aiget chiedono esplicitamente una maggiore equità fiscale nell’imposizione del costo da calcolare sulla base del reddito e non del consumo energetico.

Gli stessi propongono di ridurre gli oneri di sistema attraverso l’eliminazione delle spese per il nucleare e per il settore ferroviario. Una richiesta che viene sostenuta, inoltre, con uno studio del centro ricerche indagini 3, il quale mostra l’inappropriato utilizzo fatto nel corso degli ultimi 8 anni degli introiti derivati: 2,5 miliardi di euro alle ferrovie, 2,7 miliardi di euro per lo smantellamento delle centrali nucleari e solo 400 milioni di euro per il bonus elettrico delle famiglie italiane.

Bisogna attendere il 1° gennaio 2020 per capire quali modulazioni il Governo adotterà in merito agli oneri di sistema. Intanto è necessario tutelare i propri risparmi aziendali da calcoli inesatti e addebiti non dovuti.

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