Spese di trasporto e gestione del contatore: conosciamo questa voce

La voce spese di trasporto e di gestione contatore in dettaglio: ecco cosa paghi per la fornitura aziendale di energia elettrica


Data pubblicazione: 19/02/2020

Negli ultimi anni i consumatori aziendali beneficiano dei vantaggi generati dall’apertura del mercato libero e dalla semplificazione della bolletta. Offerte contrattuali più vantaggiose e bonus creati ad hoc per le utenze ad alto consumo di energia elettrica, che spesso però non bastano per limitare l’importo della bolletta ricevuta.
Perché pago la spesa di trasporto? Cosa indica la voce altri costi? Scopri a cosa si riferiscono queste spese e come evitare di pagare costi non dovuti.

Bolletta energia elettrica: approfondiamo tutti i costi

spese trasporto e gestione contatore controllo bollettaLa nascita del mercato libero ha favorito la comparsa di numerose aziende impegnate nella distribuzione di energia elettrica; società che mettono sul mercato offerte contrattuali, bonus e sconti pronti ad essere valutati e scelti in base ad ogni singola esigenza aziendale.

Ciò che resta ancora inspiegato è l’importo, talvolta molto alto, delle bollette di energia elettrica che vengono somministrate agli utenti aziendali. Voci di costo che seppur riportate in bolletta in maniera più chiara rispetto al passato, sono ancora un mistero per alcuni consumatori.

L’importo della bolletta di energia elettrica è dato dalla somma di diverse voci:

  • Spese di energia: costo pagato per l’approvvigionamento della materia prima
  • Spese per il trasporto e la gestione del contatore: costo legato al trasporto di energia dal punto di produzione al punto di prelievo e alla gestione di quest’ultimo
  • Spese per altri oneri: costi imposti da cavilli contrattuali

Spesa per il trasporto e gestione contatore: di cosa si tratta?

Il costo che l’utente finale paga per la voce della spesa di trasporto è legato alle spese sostenute per le strutture energetiche necessarie per portare la corrente elettrica dalle centrali al punto di prelievo dell’utente, ossia al contatore, passando per tralicci e cabine di smistamento.

Un costo che viene fissato da operatori specifici, diversi dai fornitori, nel rispetto di quanto previsto da ARERA.

La spesa di trasporto è data dalla definizione di tre parametri:

  • Quota fissa: espressa in centesimi di euro per punto di prelievo all’anno, si riferisce a quanto versato dall’utente per avere un punto di prelievo di energia elettrica, dunque, un contatore
  • Quota potenza: espressa in centesimi di euro per Kw all’anno, è legata al consumo di energia e può essere misurata moltiplicando il numero di kw per il costo unitario del kw mensile
  • Quota energia: espressa in centesimi di euro per kWh consumati, è pagata in proporzione al consumo di energia somministrata al contatore

Alla spesa per il trasporto bisogna aggiungere poi quella per la gestione del contatore.

Le tariffe di distribuzione vengono aggiornate e pubblicate ogni anno da ARERA; l’ultimo aggiornamento risale al 27/12/2019 con la Delibera 568/2019/R/eel in merito alla regolazione tariffaria dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia per il periodo compreso 2020-2023.

Come smascherare gli addebiti non dovuti della bolletta

Nonostante sia diventato più semplice individuare le voci di costo in bolletta e sebbene gli utenti oggi siano molto più informati rispetto agli anni precedenti, capita ancora di imbattersi in fatturazioni poco chiare.

Sotto la voce “altri costi”, ad esempio, possono mascherarsi addebiti non dovuti imposti da fornitori scorretti che sperano di lucrare proprio sulle utenze industriali, laddove quindi si registrano alti consumi di energia elettrica.

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