Whatsapp e bollette della luce: una bufala sugli oneri generali

Tutte le verità della bufera dei messaggi di "allarme"


Data pubblicazione: 28/02/2018

"Non pagate la prossima bolletta della luce!", lo abbiamo letto in tutte le salse, in questi giorni l'ira dei consumatori è schizzata on e offline. Motivo? Un messaggio di whatsapp, strano ma vero. Molti utenti, infatti, hanno ricevuto un messaggio di whatsapp con scritto che da aprile si registrerà un rincaro delle bollette della luce e che quindi non bisogna pagarle. Come sempre accade con bufale e fake news, in pochissimo tempo il messaggio è diventato virale, spopolando su giornali e social network. Whatsapp e bollette quindi, non uno strumento per agevolare i consumatori quindi, ma per confonderli.

Facciamo chiarezza sul messaggio, senza diffondere false informazioni.

L’Autorità per l’energia elettrica, gas e rifiuti (Arera), ha approvato la delibera che autorizza i distributori della luce a recuperare dei crediti definiti “inesigibili” direttamente dalle bollette. Non si tratta di un sistema che agevola i furbetti delle fatture, nessuno infatti pagherà al posto di altri, c'è però una verità: i consumatori regolari pagheranno una piccola parte degli oneri generali di sistema, non versati dai non paganti.

Cosa sono gli oneri generali 

Gli oneri generali di sistema rappresentano una voce della bolletta che tutti i consumatori pagano, sebbene non sia legata ai consumi, per sostenere le fonti rinnovabili. La quota assegnata a questi ultimi viene regolarmente versata al Gse; l’Arera prevede che solo una piccola parte verrà sottratta, per risarcire, appunto, le società fornitrici. Il messaggio diventato famoso parla di 30/35 euro in più sulla bolletta della luce, per sopperire al debito di milioni di euro accumulato dai morosi. Per aziende e privati non ci saranno aumenti, nella prossima bolletta, infatti, non comparirà alcun aumento per almeno un anno, come ha sottolineato lo stesso Arera. Solo quando si procederà con questo provvedimento, gli aumenti dovuti saranno inconsistenti.

Il Whatsapp "salva consumi"

La disposizione dell’Arera è stata contestata dal Codacons, che ha annunciato il ricorso al tribunale amministrativo della Lombardia, per chiederne non solo l’annullamento, ma anche un risarcimento per i consumatori. “Pagate solo la somma dovuta, scorporandola dal resto con un bollettino compilato separatamente”, anche di questo si è discusso a lungo e anche questo rappresenta una falsità, in quanto finora non ci saranno aumenti, in futuro saranno difficili da individuare in fattura e quindi da scorporare.